Dopo un breve aperitivo, in cui abbiamo avuto modo di salutarci e conoscerci meglio, il nostro pranzo insieme è iniziato. A metà pasto si è svolto l’evento più importante di tutta la giornata: la testimonianza di Don Martino. A ognuno di noi è stato dato un calice contenente del vino, un Valpolicella Ripasso proveniente dalle nostre colline veronesi. Il “Don” (con il suo spirito inconfondibile) dapprima ci ha invitato a osservare questo vino, ad annusarne il profumo, a vedere se fa la cosiddetta “unghia” ecc. In seguito ha iniziato a raccontarci di come noi giovani molto spesso perdiamo il senso vero delle cose e quando vogliamo divertirci, lo facciamo male, in maniera troppo superficiale e materialistica (come quando, “per festeggiare”, ci riempiamo di alcolici incolori e insapori, e magari allo stesso tempo non sappiamo apprezzare i vini delle nostre zone…).
In seguito Don Martino ha proseguito nel suo racconto mostrandoci come, fin dall’antichità, dietro al vino e al bere insieme ai propri amici, si cela una simbologia potentissima. Ai tempi di Gesù, infatti, bere vino con i propri amici non era una banale forma di divertimento, ma sanciva la promessa d’impegno reciproco all’interno della relazione d’amicizia. Il vino che Gesù beve e offre ai suoi discepoli durante l’ultima cena, è il simbolo della promessa d’impegno che lui (e attraverso di lui il Padre) fa verso ogni apostolo (e quindi verso ciascuno di noi). Dopo questa spiegazione, Don Martino ci ha invitato a rispondere a questa promessa che Gesù ci ha fatto e continua a farci tuttora, bevendo il vino che ci è stato dato, e impegnandoci così anche noi verso di lui e verso gli amici attorno a noi.
Dopo questo momento di riflessione, il pranzo è proseguito in allegria. Nel pomeriggio abbiamo organizzato delle squadre per i tornei di calcio e pallavolo, dopodiché la giornata è terminata.
Veronica